L’intelligenza artificiale ha cambiato radicalmente il panorama della cybersecurity: da un lato, i sistemi AI permettono di rilevare e rispondere alle minacce in modo molto più efficace di qualsiasi sistema tradizionale; dall’altro, i cybercriminali usano l’AI per creare attacchi più sofisticati, convincenti e difficili da rilevare. Le aziende devono comprendere entrambe le dimensioni per proteggere adeguatamente i propri asset digitali.

Come l’AI difende le aziende

I sistemi di AI security moderni (Microsoft Sentinel, CrowdStrike Falcon, Darktrace) analizzano miliardi di eventi di sicurezza in tempo reale, identificando pattern anomali con una velocità e un’accuratezza impossibili per i team umani. Riescono a rilevare minacce zero-day (attacchi mai visti prima), movimenti laterali all’interno della rete, esfiltrazione di dati e comportamenti anomali degli utenti (insider threat) — tutto in millisecondi.

I nuovi rischi AI: phishing avanzato e deepfake

L’AI generativa ha reso il phishing e la social engineering molto più pericolosi. Le email di phishing generate con AI sono grammaticalmente perfette, contestualizzate, personalizzate per il destinatario e indistinguibili da comunicazioni legittime. I deepfake vocali e video permettono di simulare chiamate e videochiamate di CEO o CFO per autorizzare trasferimenti fraudolenti (Business Email Compromise). Le aziende devono aggiornare le proprie procedure di verifica per questa nuova realtà.

AI e GDPR: implicazioni per la compliance

L’uso dell’AI in azienda introduce nuovi obblighi di compliance con il GDPR: quando si inseriscono dati personali in un sistema AI, chi è il titolare del trattamento? Come viene garantita la sicurezza dei dati inviati a modelli cloud? Il personale sa quali dati non inserire nei chatbot AI? Queste domande richiedono una policy aziendale chiara sull’uso degli strumenti AI, con formazione specifica per tutti i dipendenti.

Privacy by Design nell’uso dell’AI

Le aziende che vogliono usare l’AI in modo conforme devono adottare un approccio privacy by design: valutare i rischi di ogni strumento AI prima dell’adozione, anonimizzare i dati dove possibile, limitare l’accesso ai sistemi AI in base al ruolo, e mantenere un registro delle attività di trattamento che include gli strumenti AI utilizzati.

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